PIERLUIGI FERRARI

"con particolare e ristrettissimo invito"
UNA RAPPRESENTAZIONE PRIVATA
DEL PROFETA DI MEYERBEER
PER LA CORTE LORENESE
DEL GRANDUCATO DI TOSCANA.


Lavoro svolto nell'ambito della ricerca CNR 94.03109.CT15.

Questo breve contributo nasce dal rinvenimento di una nutrita documentazione relativa ad una rappresentazione del Profeta che ebbe luogo in Palazzo Pitti la sera del 17 marzo 1853 per la corte lorenese del Granducato di Toscana, un’esecuzione privata testimoniata unicamente dai documenti d’archivio (1). La tipologia amministrativa dei documenti (nella quasi totalità conti di spese), ci nega informazioni sull’aspetto “artistico” dell’avvenimento, ma ciò nonostante una lettura attenta può rivelare utili indicazioni sulla prassi organizzativa ed esecutiva (2). In questa premessa iniziale saranno segnalate solo alcune di queste informazioni; ogni specifico angolo di osservazione ed ogni singolo interesse potrà essere la base per ricavare ulteriori indicazioni sulla scorta dei documenti riportati in seguito.
Prima particolarità dell’avvenimento è quella di essere una unica rappresentazione privata, (3) da quì il primo interrogativo: questa atipicità influisce sull’organizzazione, sull’esecuzione? Un confronto fra quanto conosciuto della prassi esecutiva dell’opera ottocentesca e l’evento in questione è in questa sede improponibile, di conseguenza a questa domanda saranno date risposte parziali.
Dal punto di vista esecutivo una differenza, verosimilmente derivata da quanto appena ricordato, è l’esecuzione in forma di concerto, testimoniata dalla mancanza di spese per apparati scenografici e dall’utilizzazione, invece, del palco a gradoni già approntato per le accademie vocali-strumentali dei giorni precedenti.
Una seconda osservazione riguarda l’organico orchestrale -quasi lo stesso delle accademie precedenti- abbastanza ridotto rispetto le consuetudini dell’epoca, almeno quelle dei grandi teatri d’opera. Bisogna inoltre notare la presenza di alcuni dilettanti: nel coro le «Alunne dell’Accademia di belle arti», nell’orchestra il violoncellista Morini (che partecipò a titolo gratuito), e la signorina Torre, dilettante di arpa, che fu invece ricompensata con un oggetto del valore proposto di 5 o 6 zecchini («un coffres de porcelaine décorée, et garni de satin»).(4)
Altre testimonianze interessanti riguardano la preparazione dell’opera, ma bisogna ricordare che alcuni dei protagonisti avevano già partecipato alle rappresentazioni teatrali nell’inverno precedente. Tra il 22 febbraio e il 10 marzo ebbero luogo dieci prove per il coro: 3 per il coro completo, 4 per le sezioni di bassi e tenori, una per la sezione dei soprani e 2 prove «di tutti»; i documenti ci indicano che le prove ebbero una durata di circa tre ore a cominciare dal tardo pomeriggio, in genere dopo le sei. Quattro prove d’insieme furono infine effettuate nei giorni precedenti la rappresentazione nella sala del concerto. Un’ultima osservazione riguarda il materiale orchestrale sopravvissuto che presenta pochissimi segni d’uso: sulle parti a stampa al testo francese è aggiunta la traduzione italiana (di anonimo), ma sia queste sia le parti manoscritte sono quasi “immacolate”: pochissimi i segni diacritici aggiunti, pochissime le arcate segnate.
In data 17 marzo 1853 il diario delle «Funzioni di corte» della corte lorenese registra in modo laconico un avvenimento molto particolare.(5)

In questa sera è stata eseguita l’opera = il Profeta = nel salone delle Nicchie, con particolare e ristrettissimo invito.

L’opera era andata in scena in prima italiana nel teatro fiorentino della Pergola il 26 dicembre del 1852. La stampa locale si soffermò sull’evento, non senza un certo campanilismo, sottolineando come il pubblico, dopo una certa difficoltà iniziale, fu concorde nel decretarne il successo.

Doveva aver Firenze, doveva aver la Pergola il vanto o l’arte di far sentire per la prima volta in Italia, l’ultimo lavoro di Meyerbeer. (6)
Come dicemmo questa gran creazione del sommo Meyerbeer non è opera che possa interdersi a primo colpo, e se il pubblico ha potuto conservare dei dubbi alla prima udizione, nelle successive rappresentazioni si è completamente elevato all’altezza del lavoro e lo ha grandemente apprezzato. L’affollato concorso e gli innumerevoli applausi che sempre aumentando lo hanno provato e lo provano abbastanza. (7)
L’insieme dell’esecuzione è buono e tale da meritare un successo. I cori lasciano poco a desiderare e sono al livello della gran parte che loro è affidata così nella introduzione come nei finali del 3° e 4° atto. L’orchestra adempie l’obbligo suo in modo da recar meraviglia; le molte difficoltà della strumentazione di quest’opera sono superate con una abilità complessiva, unica piuttosto che rara. (8)

L’opera, in scena fino al 20 gennaio 1853, dovette riscuotere un notevole successo anche nell’ambiente della corte visto che fu deciso di inserirla fra le accademie per la quaresima dello stesso anno.
La macchina organizzativa si mosse per tempo procurandosi la partitura e commissionando la copiatura delle parti. La partitura fu acquistata a Parigi dall’editore Brandus la cui ricevuta porta la data del 17 febbraio (doc. 1). Appena il tempo per approntare le copie delle parti (doc. 2) e il 22 febbraio ebbe luogo la prima prova dei coristi (doc. 3). Il materiale d’orchestra è quasi totalmente sopravvissuto ed è conservato presso la biblioteca del Conservatorio “L. Cherubini” di Firenze (FP T 1074).(9) Esso consiste nella partitura rilegata in 2 volumi, in 2 «guide per i cori» manoscritte, in 49 parti a stampa esclusivamente strumentali (fornite dall’editore) e in 140 parti manoscritte, 115 vocali e 25 strumentali; in epoca successiva è stato aggiunto lo spartito per canto e pianoforte edito da Ricordi.
Al coro furono dedicate 10 sessioni di prove, di circa 3 ore ciascuna (doc. 3), prima delle ultime quattro prove d’insieme effettuate in Palazzo Pitti nei giorni precedenti la rappresentazione (doc. 5).(10)
I protagonisti furono in parte gli stessi delle recite teatrali: Ottavio Benedetti (Giovanni di Leida), Giulia Sanchioli (Fede), Cecilia Cremont (Berta); altri ruoli furono invece affidati ad «artisti fiorentini» e a membri della cappella granducale (doc. 4, 5). Anche alcuni strumentisti della cappella parteciparono alla rappresentazione e ricevettero una gratificazione particolare (doc. 6).
L’organico orchestrale (doc. 7) fu lievemente rinforzato rispetto alle accademie del 5 e 12 marzo, in particolare dalla presenza della fanfara e nel gruppo delle percussioni, come si può constatare dalla tabella seguente:

accademia stbottfl obclfagcortrtrboficpercvlvlavlccb altri
5241920122 2242313164 44-
12 24192012322 4 2313164441 arpa
173023211223444315164542 arpe
2 armonium
fanfara

Per l'occasione la corte noleggiò presso i Fratelli Ducci un pianoforte, un armonium e una fisarmonica (doc. 8); la fisarmonica dovette supplire l'armonium nelle prove effettuate in S. Caterina, mentre l'armonium ed il pianoforte servirono per le prove e la recita in Palazzo Pitti. Per quanto riguarda la rappresentazione, in mancanza di spese per un qualsiasi tipo di messa in scena, bisogna concludere che l'opera fu eseguita in forma di concerto; alcuni cambiamenti furono comunque necessari per adattare il palco dell'orchestra al nuovo organico: furono aggiunge 5 pedane, fu montata una ulteriore pedana per l'armonium, e fu anche ampliata la pedana del direttore d'orchestra (doc. 9).

DOCUMENTI

1 IRC 2673, n. 119-16, 18 aprile 1853
Dalla cassa della r. corte sarà pagata a quella della r. depositeria generale la somma di lire cinquecentosettantotto soldi 11.5 per rimborso della valuta dello spartito e parti dell'opera "il Profeta" acquistata a Parigi per mezzo del ministro toscano ivi residente.
[acclusa ricevuta su carta intestata BRANDUS ET C.IE, datata 17 febbraio 1753 per: 1 Prophète partition et Orchestre
7 Parties suplementaire]

2 IRC 2673, n. 119-17, 22 marzo 1853
Conto di copie di musica fatte da Francesco Miniati, dell'opera Il Profeta, per l'accademia, data da sua altezza i. e r. il granduca di Toscana, la sera del di 17 marzo 1853
Fogli22 partitura dei cori per il sig. Sborgi#14.13.4
"6 1/2 un raddoppio di una prima vivandiera4.6.8
"25 no 4 raddoppi di due fanciulli primi, e di due fanciulli secondi16.13.4
"65no 10 raddoppi di soprani primi43. 6.8
"47no 7 raddoppi di soprani secondi, e terzi31.6.8
"62 no 8 raddoppi di tenori primi41. 6.8
"45 no 6 raddoppi di tenori secondi30 - -
"51 no 6 raddoppi di bassi primi34 - -
"54 no 6 raddoppi d bassi secondi36 - -
"67 1/2 copiato tutti, i 4 fagotti28.13.4
"51 1/2un raddoppio di un primo violino, e di un secondo violino34. 6. 8
"17 diversi raddoppi dei fanciulli, e coro del finale atto quarto11. 6. 8
"2 raddoppiato le parti dell'organo1. 6.8
Per aver mutato le parole a tutte le parti di canto, e le parti dei cori, e aver messo le parole in italiano, alle parti stampate per l'orchestra40 - -
Per aver fatto legare la partitura stampata in due tomi13. 6. 8
Per legatura di no 44 parti d'orchestra, a crazie 9 l'uno46. 6. 8
Somma # 472 - -

3 IRC 2673, n. 119-12
Nota di spese fatte da me sottoscritto custode del Liceo Musicale nell'occasione delle prove de' cori del Profeta da eseguirsi all'i. e r. corte
A 22 febbraro 4 lumi al inghilese e una lucerna dalle 5 al 8#- 16.8
Il 26 detto prova di soprani, tenori, e bassi con 8 lumi al inghilese e due lucerne dalle 7 alle 101.13.4
Il 28 detto prova di bassi, e tenori 4 lumi e una lucerna dalla 6 1/2 alla 10- 16.8
Il 1 marzo prova di soprani, tenori, e bassi con 8 lumi inghelesi e due lucerne dalle 6 1/2 alle 91.10 -
Il 2 detto prova di bassi, e tenori 4 lumi e una lucerna dalle ore 6 1/2 alle 101 - -
Il 3 detto prova di soprani 4 lumi e una lucerna dalle 6 1/2 alle 9 1/2- 16.8
Il 4 detto prova di soprani, tenori, e bassi con lumi 8 all'inghilese, e due lucerne dalle 6 1/2 alle 9 1/21.13.4
Il 6 detto prova di tutti con 8 lumi al inghilese e due lucerne dalle 6 1/4 alle 9 1/21.13.4
Il di 8 detto prova di tutti con 8 lumi al inghilese e due lucerne dalle 6 1/2 alle 91.10 -
Il 10 detto prova soprani, tenori e bassi 8 lumi inghesi e due lucerne dalle 6 1/2 alle 91.10 -
Per dua candelotti da piano-forte e cerino- 15 -
Ai due custodi intervenuti per loro remunerazione di servizio per 10 sere di prove#40 - -
Totale#53.15 -
# divisa la mercede ai due custodi

4 IRC 2673, n. 119-2
Proposizione degli onorarj da passarsi ai qui sotto notati artisti, per aver preso parte ai concerti dell'i. e r. corte di Toscana l'anno 1853,
Giulia Sanchioli per una accademia, e per l'esecuzione del Profeta zecchini70
Mad.lla Cremont come sopra 45
Emilia Goggi una sola accademia30
Marietta Piccolomini una accademia30
Benedetti Ottavio per una accademia, e per l'esecuzione del Profeta70
Fedor tenore per una accademia20
Pardini tenore per una detta20
Belluomini baritono per detta20
Enzet basso profondo per detta18
Battaglini basso profondo per detta15

Seconde parti

Faustina Piombanti per due accademie10
Stecchi tenore per una accademia4
Baccelli Angiolo per una detta4

Addetti alla r. cappella

Mo Mabellini per imcombenze straordinarie perdite di tempo e di lezioni30
Cesare Corazzi violinista per un solo concerto eseguito nella sera del 12 marzo8
Abate Federighi per il Profeta detto n 4438
Mori tenore detto n 4448

Artisti fiorentini

Meini Vincenzio per il Profeta15
Marianini Gualberto per il Profeta10
Mo Picchi Ermanno per accompagnamento all'armonium4
Mo Giovacchino Maglioni detto4
Zecchini 443
Sig.na Torre arpista dilettante un oggetto del valor di 5 o 6 zecchini

5 IRC 2673, n. 119- 6
[...] componenti l'orchestra, cantanti, e fanfara che prendono parte all'esecuzione dell'opera Il Profeta alla i. e r. corte nella sera dei 17 marzo 1853
Cantanti principali
Soprani Sig Giulia Sanchioli Sig Cremont
Tenori Sig Ottavio Benedetti Sig Giuseppe Mori
Bassi Sig Pietro Federighi Sig Vincenzo Meini Sig Marianini
Segue la nota dell'orchestra [...]

6 IRC 2673, n. 119-7
[...] addetti alla cappella aulica che presero parte ai concerti eseguiti nel palazzo di residenza

Biagi primo violino zecchini dieci
Morini, Mangani, Corazzi, Agostini violini zecchini cinque per ciascuno
Tinti viola
Pasquini violoncello
Baccani oboe
Bimboni clarinetto zecchini cinque per ciascuno
Paoli corno
Brizzi tromba
Bimboni trombone

7 IRC 2673, n. 119-11
3.a accademia nel salone delle Nicchie del i. Palazzo Pitti per l'esecuzione del Profeta di Majerbeer
Coro di soprani primi [# 33.6.8; * # 40 "per aver concertato"]
Mori Emilia* Mori Seconda Faustina Piombanti Puccini* Carolina Turchini
Maria Turchini Sonia Müller,Emilia Müller Lenzi*Giulia Pandolfini*
Maddelena Pandolfini Fortunata Bardi* Mangani* Casetti* Cappelli
Bigazzi Giuseppa Massani Sara Sbolci Debora Sbolci Marianna Dolci
Lowe Beccai Deserti 1.a Cellai Cianchi
Pallini Piazzini Chiari
Ambrogi l'Ambrogi sarà compresa nel numero di quelle donne soprani dell'Accademia di Belle Arti
Deserti 2.a la Deserti 2.a sarà compresa nel numero delle alunne dell'Accademia di belle arti

Tenori [# 25; * # 35 "per aver concertato"]
Pasquale Stagi
PacchianiPezzatiniFaustino RufattiU. Pratesi Francesco Giorgi
Ferdinando Lorenzi Pietro DonniniLuigi Sanesi Alessandro LanducciGiovanni Fratellini
Cesare RutiliLorenzo CarraresiBettazziLuigi FranceschiFerri
Demetrio MartelliGozziniGiuseppe CeccheriniMorelli*
Giannini* G Matteoni*

Bassi [# 25; * # 35 "per aver concertato"]
L Rarzolini* Gaetano Casati* Giuseppe Franchini* Raffaello Matucci Crescenzio Barducci*
Raffaello Ciabattini P. Luigi Casagli Augusto Mariotti prete Luigi Orsolini Antonio Pampaloni
Serafino Agostini Angelo Baccelli Zaccagnini Jacopo Casini Alessandro Zingoni
Luigi Ciardi*Pietro PaolicchiLeopoldo Baldelli Augusto Pecori Giovanni Cappelli

Orchestra
Violini [# 20]
FerrantiFlauti [# 24]
Roberto Ferroni Luigi Laschi Carlo Melani Gio. Giovacchini Aldon Maghelli
Filippo Franchini Benvenuto Papi Gelati Oreste Bernardini
Giovanni Bruni
Viole [# 20; * # 25] L M Viviani* Settimio Masoni* Alessandro Asso Carlo Linacher
Violoncelli [# 20] Giuseppe Sborgi Jefte Sbolgi Alessandro Jandelli Morini dilettante
Contrabassi [# 20; * # 25] Vincenzo Pacini* Giovanni G. Guidi Gustavo Campostrini Luigi Castellani
Laschi Francesco Castellani
Ottavino [# 24] R. Berni
Oboè Andrea Pichi # 28 Curzio Cappelli # 24
Clarinetti [# 24] Cesare Poggiali Paoloscki
Fagotti [# 24] David Nesi Ploner A. Miniati Paoletti
Timpani Pratesi # 20
Corni [# 24] Giovan Battista TotiAttilio Banchelli Leopoldo Braschi
Trombe [# 24] Luigi Mattiozzi C. Aurelj G. Martini
Tromboni [# 24] Chiavaccini F.o Bartoli
Officleide F.ro Barbadoro # 24
Triangolo Domenico Del Meglio # 20
Tamburo Paoloscki # 20
Piatti Luigi Pratesi # 20
Grancassa Touly # 20

Fanfara [# 13.6.8]
Trombe Eugenio Laschi Odoardo Pellini Del Contessa Giovanni Fissi
PistonTito Conti
Fliscorni Annibale Benini Tommaso Bertoli
Corni Leopoldo Giannini Dario Albertoni
Trombone Tanislao Bellucci
Officleide Albertosi
Eufonium Alfredo Mengozzi
Tamburi Giuseppe Marabotti Giovanni Cateni

Istruttore dei cori delle ragazze Geremia Sbolci per le prove fatte a S. Caterina e assistenza alle prove ed accademia nel r. Palazzo Pitti in tutto # 100
Istruttore dei cori per gl'uomini Olinto Mariotti per prove fatte a S. Caterina, e prove, ed assistenza all'accademia nel r. Palazzo Pitti in tutto# 60
Arpista Marsili Pietro # 53.6.8
Bidello Pratesi # 90
Vecchioni per porto, e riporto di 2 arpe # 32
Vecchioni per porto di musica ai cantanti # - 13.4
per porto di musica a S. Caterina per i coristi # - 13.4
per porto di spartiti ed assistenza alla prova a Santa Caterina il 6 marzo # 4
per porto di musica alla prova di concertino ed assistenza # 4
Uomini dietro le carrozze Castellani, e Laghi per 2 carrozze # 42
All'uomo situato alla porta che dal cortile mette alle stanze della Galleria dalle ore 6 alle 12 # 3.6. 8
Lorenzi Giuseppe per rimborso del pedaggio di 2 carrozze che una fuori di porta a S. Gallo,
e l'altra fuor di porta a S. Frediano per prendere e riportare alcune coriste # 3.3.4
Luigi Franceschi tenore per aumento statoli accordato # 10
Stecchi tenore omesso # 25 - -

8 IRC 2673, n. 119-30, 18 marzo 1853
Conto dell'i. e r. corte con me Antonio, e Michelangelo Ducci e per essi a Leone Tincolini [...]
Per nolo di un piano-forte di Boisselot di Francia servito per giorni 5 per esegure l'opera il Profeta. E più per nolo di un armonium. E più per nolo di una fisarmonica. Per accordatura eseguita da Cesare Ponsicchi per mettere all'unisono il piano-forte.In tutto # 80 - -

9 IRC 4128, n. 169-4
Conto dell'i. e r. corte con me Giuseppe Colzi falegname
[...]
Per l'accademia del Profeta data la sera del 17 suddetto
Alla suddetta orchestra [quella per il 5 e 12 marzo] - smontato il parapetto che è a basso - e ricresciuto la pedana con altre 5 pedane le quali riadattate e attestate, e così allungato, e alzate come occorreva, che infra chiodazioni, e fattura 24
Più ad altra pedana fattovi novo il ricrescimento, occorrente per porvi sopra l'armonico - come pure ricresciuto conforme venne ordinato la pedana ove stà il maestro di orchestra 6
Per essere stato un uomo ad assistere alle quattro prove 8
Per essere stati due uomini ad assistere a detta festa per fare quello occorreva, e veniva ordinato 7


NOTE

(1) I periodici fiorentini, che si erano dilungati sulle rappresentazioni teatrali della stessa opera nell’inverno precedente, non offrono nessuna notizia su questa rappresentazione.

(2) I documenti in seguito citati sono tutti conservati presso l’Archivio di Stato di Firenze nel fondo Imperial e Real Corte Lorenese che sarà indicato da ora con ASF IRC. Nella trascrizione le abbreviazioni sono state sciolte tacitamente e sono state normalizzate le maiuscole e le minuscole.

(3) Il Diario di corte (ASF IRC 2164, p. 154) non segnala, come fa in altri casi, il numero dei partecipanti che dovette però essere ristretto; si può ricordare che alle accademie del 5 e del 12 marzo, sempre in Palazzo Pitti, ma nel quartiere delle Stoffe, furono presenti 309 e 289 persone (ASF IRC 2164, p. 152).

(4) Lo zecchino equivaleva all’epoca a lire 13 1/3.

(5) ASF IRC 2164, p. 154.

(6) "Il Corriere dell’Arno", anno I, n. 196, 31 dicembre 1852.

(7) "L’Arte", anno III, n. 2, 8 gennaio 1853.

(8) "L’Arte", anno II, n. 105, 31 dicembre 1852; lo stesso periodico il 12 gennaio riporta una lettera di Meyerbeer all’impresario Lugi Ronzi.

(9) Come è noto, il conservatorio fiorentino conserva quanto sopravvive del fondo musicale del granducato di Toscana.

(10) Per le due accademie precedenti le prove erano invece state solamente due.