Da: Carlo Gervasoni, Nuovateoria di musica ricavata dall'odierna pratica…, Parma, Blanchon, 1822.

 

 [297] VISSEI GIOVANNI BATTISTA intelligentissimo amatore eprotettore della bell'Arte, compositore ed esecutore assai distinto di Musicavocale ed instrumenta1e, nato alla Spezia nell'anno 1766.

Nella sua prima giovinezzarecatosi in Genova ebbe la fortuna di stringere amicizia col celebre musicoFerdinando Tenducci allievo del gran Caffarelli, il quale incantato dallafelice disposizione per la Musica di questo giovinetto gl'insegnė a ben filaree sostenere la voce, come anche l'appoggiatura tanto necessaria nella Musicaimitativa; ed Ź una singolaritą da osservarsi, che fu esso il solo allievo disď celebre maestro. Ben presto si manifestarono i grandi progressi delloscolaro ricercato in tutte le conversazioni filarmoniche, di cui fu la delizia.

In un teatro particolare, chefu onorato dalla presenza del famoso Pacchierotti, sostenne con grande applausole parti di primo uomo nella Nina, nel Matrimonio Segreto e nel Disertore Francese: anzi di quest'ultima Operarifece in gran parte la poesia e la musica.

Dopo la rivoluzione di Genova,appena riordinato il Governo costituzionale, ebbe la carica di Tesorierenazionale, che ritenne costantemente in tanti cangiamenti di Governi Ligurisino all'epoca della riunione della Liguria alla Francia: ciė che formal'elogio del suo carattere e della sua abilitą; perciocchŹ in tante vicendeseppe sempre corrispondere in un impiego tanto ambito e tanto delicato, e a1laaspettazione dell'Autoritą Suprema ed ai riguardi dovuti a' suoi concittadini.

Nell'accennata epoca dellariunione di Genova al grande Impero fu eletto Ricevitore generale nelDipartimento degli Appennini, la quale carica sostiene con lode anche al dďd'oggi, unita a quella di Elettore a vita del Collegio Elettorale diDipartimento, che nella prima seduta nel 1807 lo nominė candidato al CorpoLegislativo ed al Consiglio generale di Dipartimento.

Ma torniamo a' suoi talentimusici. L'autoritą pubblica, che nelle grandi occasioni sa valutare gli uomini,destinė il Vissei a cantare nel gran concerto dedicato nel Palazzo Brignole aS. M. l'Imperatrice Giuseppina; e giunto in Genova S. M. I. R. l'ImperatoreNapoleone fu parimente destinato il Vissei a cantare in presenza del Sovrano inogni concerto un'aria e due duetti in concorrenza colla sig. Balzaminiaccompagnato dal celebre sig. Rolla, ed altri valenti professori invitati a taluopo dal pubblico.

Non pago del solo rangod'attore aspirė an[299]che con buon successo a quello di maestro, ed ha scrittol'interessante libretto, che ha per titolo Emilia e Franval, di cui ha diretti e compostii punti piĚ interessanti di musica, che eseguď in un teatro suo particolare, incui fu anche il primo attore. Scrisse inoltre la cantata di Piramo e Tisbe, di cui ebbe il piĚlusinghiero rapporto dal rinomatissimo Babbini; e temendo forse di non trovaresempre poesia adattata alla sua maniera di comporre in musica, compose inpoesia la Farsa intitolata: le Nozze d'Alberto.

Per dare un'idea piĚ chiara delmerito di questo distinto personaggio, giova riferire quanto gli scrissel'Abate Serra professore nell'Accademia di Genova, assai noto pei suoi talentipoetici e scientifici, quando gli rimise la suddetta Farsa sulle Nozzed'Alberto.“Amico”, cosď gli scrive, “tu mi conosci, e sai che l'adulazione non Ź il miodifetto. Ho letto il tuo libro, e lo trovo benissimo immaginato e pieno di que'sali che si richiedono in simili componimenti. Non ho trovato che qualchepiccolo neo quanto allo stile. Giuro che, se hai la pazienza di assoggettarti,a poche lezioni sullo stile poetico drammatico, offrirai al mondo lo spettacoloveramente nuovo di mostrargli unite in una sola persona le rare qualitą d'unbuon poeta drammatico, d'un buon maestro, d'un buon attore e di un buoncantante. Credi al tuo Serra, che Ź tanto sincero in questo suo giudizio quantolo Ź nell'amor che ti porta”.

In settembre dello scorso 1811io mi trovai onorato in Borgo Taro, d'una graziosa visita di [300] questovirtuoso filarmonico, il quale ebbe la compiacenza di cantare in un'accademiain casa Piccinardi; e quindi da me pregato a sentire in casa Semorile una miascolara la sig. Marianna Semorile Marchini, cantė con essa varj scelti duetti,e tutti all' improvviso. Quest'ottimo incontro non solo mi ha confermato, maoltre modo accresciuto il concetto, che gią avevo del suo gran genio e singolartalento nella scienza ed arte della Musica. Egli compone di vero buon gusto:canta il tenore con molta grazia ed intelligenza: suona, il piano-forte con unabella maniera: si accompagna nel suo canto, e sa trattare l'accompagnamento conmolto giudizio. Tenni con esso varj ragionamenti intorno alla teoria ed allapratica del bel canto, e vie piĚ mi persuasi ch'egli possiede in grado eminentela veritą dell' espressione. Finalmente per secondare le mie brame mi espose iniscritto alcune utilissime osservazioni sopra l'espressione del canto, le qualifedelmente ho riportate in quest'Opera (veggasi il Corollario di Regole edOsservazioni sopra la teoria e la pratica del canto nel Cap. IV. Part. I. NuovaTeoria ecc).