Introduzione al seminario di conversazione latina
tenuto da Angelo Merlatti a Pamparato nel 1999
nell'ambito del III Corso di Musica Medioevale
dell'Istituto Comunale di Musica Antica
Stanislao Cordero di Pamparato
In primis un saluto doveroso al paese che ci ospita.
Questa terra baciata dalla Fortuna ci ha restituito lapidi e iscrizioni latine.
Questi ritrovamenti testimoniano la presenza dei Romani.
Gli organizzatori non potevano scegliere un luogo più felice e adatto per parlare di latino e di canto gregoriano.
Questa musica altamente spirituale è stata trasmessa in dono agli uomini, ne sono certo, dagli Angeli.
Ha il potere di sollevare vertiginosamente lo spirito umano e di proiettarlo e di perderlo nell'infinità di una Luce non altrimenti percepibile, dove sovrano aleggia il Divino in un'eterna primavera.
Anche la lingua latina, che per decreto del destino è nata per i secoli, con la sua luminosa musicalità e divina magnificenza, avvince vittoriosamente l'intelletto e tocca le più intime fibre del cuore.
Il latino non è una lingua morta, come qualcuno afferma.
Anzi, brilla di una rigogliosa primavera con larga promessa di un'estate con frutti copiosi.
Tutta questa nuova vita che la regina linguarum manifesta, richiede anche l'opera assidua di voi giovani volenterosi che sapete assaporare queste armonie senza pari.
E' un vero Eden dello spirito.
Per chiunque, bene animato, intenda avvicinarsi a questa lingua. gloriosa, è sufficiente, inizialmente:
1) Imparare le poche regole fondamentali di grammatica.
2) Ritenere a memoria il maggior numero possibile di vocaboli.
3 ) Scambiare con amici, che abbiano il medesimo intento, semplici frasi, poi, tempore progrediente, ad difficiliora gradatim contendite.
4 ) Più alto è il numero dei sodales, più alte sono le probabilità che uno ricordi vocaboli da altri ignorati.
Al bando l'eccessiva e dannosa apprensione: errare humanum est; humanus error, venia dignus profecto.
Angelo Merlatti